giovedì, ottobre 05, 2006

il sogno di stanotte

Stanotte ho fatto un sogno parecchio strano.

Iniziavo con D. Mi veniva a prendere a casa, io andavo in bagno a far su (cosa che non facco mai) ma ovviamente ci mettevo mezzora. I particolari erano strani, confusi...
Poi tornavo in sala ed uscivamo.

Poi siamo tornati a casa, ed io la buttavo in terra appena accesa per non farmi vedere da mia madre che veniva su dalla via.

D'un tratto eravamo in un pub di amsterdam. Dove tutti ovviamente parlavano italiano.
Sembrava fosse una specie di teatro dove però non si recitava. Sembrava che i proprietari fossero tristi del fatto che li si andasse ormai solo per gozzovigliare e del teatro non fosse rimasto più nulla.
Ad un certo punto qualcuno (credo b ed m) mi manda o a prendere il liquore. Io mi fermo a parlare con i presenti e a bere con loro mentre la gente entra nel locale. Sembra che fuori abbia piovuto.

Quando torno da b e m non ci sono più.
Esco dal locale e corro velocissimo per Amsterdam, che ovviamente non è amsterdam ma la città dei sogni. Ogni volta che sogno amsterdam,praga o dublino, la città è sempre la stessa, e non cetra nulla con nessuna delle tre.

le strade sono bagnate, corro facendo leva sulle mani, sono molto veloce. le macchine mi corrono di fianco. Passo su un ponte, il canale è enorme. E' notte fonda. Il lungo canale è costeggiato da neon azzurri e gialli, segno che la città è ancora viva nonostante ci siano solo poche persone in giro. Sampietrini bagnati con riflessi di luce. Molto romantico, Non sento la fatica (grazie al cazzo, è un sogno). Correrei così per delle ore. Mi sembra quasi di sentire l'odore dell'asfalto bagnato.

Magicamente sono sul balcone di un B.u.s. (la mia scuola superiore) imaginario. Pieno di gente alegra anche se sembra un carcere. Grigio e rosso porpora spento... orribile.

Ad un certo punto sono in camera sua, che ovviamente non assomiglia a camera sua. Ci sogno segni di lui sui muri, ovunque. Lei mi abbraccia e mi dice che stiamo solo facendo del nintendo 16bit. Metafora di qualcosa di ormai effimero tra di noi. Poi entro dentro di lei e mi sveglio.

...bene...